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destinazione2008, in viaggio verso la comunità...

 

 

L’esperienza DestinAzione continua nel suo evolversi.

Dopo aver proposto la metafora dello zodiaco per entrare in contatto con i diversi e variegati campi dell’esperienza umana, tra vincoli e possibilità, e dopo aver esplorato le dinamiche e i processi che fanno parte del mondo delle relazioni ed essersi addentrati nell’elemento soprasensibile, la nuova mèta che il programma ha intenzione di vivere e proporre per questo nuovo anno (già il terzo ormai!) è il progetto Comunità e per questo si chiamerà DestinAzione- Comunità. Siamo arrivati, forse, al centro vivo e pulsante di tutto il percorso effettuato, nel senso e nel significato del termine DestinAzione.

 

Nel termine comunità convergono diverse “tensioni”. Nei vocabolari viene definita come: “un’insieme di persone la cui caratteristica fondamentale è un certo grado di coesione realizzata in base ad un’appartenenza e riconoscimento reciproco e alimentata da una partecipazione attiva a principi, ideali, interessi ed obiettivi condivisi” o ancora come “una pluralità di persone legate da relazioni e vincoli di varia natura in modo da costituire un organismo unico”. Certamente l’esperienza della coesione e dell’appartenenza ad una comunità è un percorso non facile né scontato, ma un qualcosa che procede per gradi. Con la proposta di questo nuovo anno del programma entriamo quindi nella possibilità di esplorare la tematica dell’ appartenenza.

Riferendoci alla prassi e alla teorizzazione gestaltica, l’appartenenza viene considerata sana solo quando si sviluppa da una sana individualità, così come una sana individualità può generarsi esclusivamente nell’esperienza di una buona relazione. Si viene così a costituire un rapporto circolare tra individualità e relazione, che ben rappresenta il paradigma del contatto: perché ci sia un buon contatto è necessario un certo grado di differenziazione tra le persone che si incontrano. Il tutto ha poi bisogno di condividere una forma, uno spazio tempo, per esprimere pienamente la propria specificità, il proprio essere-con-l’altro.

Nei tempi attuali in cui assistiamo al crescere inesorabile del mito dell’individualismo, in cui vengono messi in risalto come valori da perseguire l’interesse personale e l’affermazione di sé, si è generato un clima relazionale basato su meccanismi che attivano l’aggressività, non più intesa nella sua funzione di ad-graedere (andare verso) ma principalmente come aggressione all’altro o dell’altro. L’alterità cioè viene fondamentalmente vista attraverso la lente dell’estraneità da me o al massimo dell’aspettativa richiedente. L“altro” viene “ridotto” ad essere un oggetto che, nella sua diversità o nel suo volerci essere o non esserci, ostacola il mio percorso e la realizzazione delle mie mète e dei miei bisogni.

Lo vediamo dalla politica alla cronaca dei fatti di ogni giorno. L’incapacità di comunicare, di creare relazioni valide e durature, che spesso le persone lamentano a proposito dei loro rapporti, dalla coppia alla famiglia agli ambiti lavorativi e via dicendo, è stato definito il male più esteso ed allarmante della società moderna. Questo acuisce il senso della propria solitudine che, in un meccanismo vizioso, ci fa chiudere in un mondo ancora più esclusivo ed escludente gli altri.

La comunicazione sta diventando uno slogan di frasi ad effetto e ben costruite per dar vita ad una facciata esterna che non può e non deve essere messa in discussione. Si sottolinea sempre più pressantemente la difesa dei propri confini e “l’inattaccabilità” delle proprie argomentazioni, il tutto a scapito di un confronto costruttivo e della possibilità di sperimentarsi nell’intimità. La debolezza, la possibilità di sbagliare, la fragilità sembrano essere diventate caratteristiche scomode e difficili da maneggiare, specie quando ci si trova alla presenza dell’altro, rendendoci totalmente impreparati ad affrontare il tema della sofferenza.

Porre l’alternativa di riconoscere nell’altro la dignità di persona, la soggettività unica e irripetibile che costituisce l’essenza profonda di ogni essere umano, ci pone nella responsabilità di un rapporto dialogico, cioè nell’essere respons-abili di un dialogo inter-personale con l’inconoscibilità dell’altro (sia esso un nostro simile, sia esso il Dio creatore) e sembra diventare una sfida necessaria e impellente, per ridare senso e valore al nostro vivere quotidiano.

Cosa intendiamo dire allora con Comunità, un termine spesso usato in varie forme e frangenti ma forse abusato nella sua vera essenza, senza trasformarlo in una risposta alla propria incapacità di autonomia o al proprio bisogno di sicurezza? O peggio ancora in una sorta di ghettizzazione del “me e del diverso da me”?

Come si possono costruire legami e relazioni di appartenenza che promuovano nel contempo il riconoscimento reciproco e la crescita personale? Quale è o può essere il valore aggiunto di una eticità spirituale che indirizzi la capacità di operare delle scelte in funzione di un senso che vada oltre l’esclusiva affermazione di sé? In poche parole come poter comprendere e vivere la “responsabilità” verso sé stessi e verso l’altro attraverso una autentica comunione?

L’apprendere come appartenere è un percorso dinamico. Si può apprendere come appartenere senza perdere sé stessi, affrontando le conflittualità esterne ed interne. In questo percorso di consapevolezza e coscienza di sé e degli altri noi riteniamo di vitale e sostanziale importanza l’apertura ad un qualcosa che fa intimamente parte della natura umana e di tutte le cose: la ricerca di Dio come pietra angolare su cui costruire e comprendere la natura delle relazioni. Senza questa prospettiva, senza questo contesto più ampio a cui riferire le relazioni umane, nei tempi attuali si rischia di scivolare in un ossessiva narrazione di sé che non incontra realmente l’altro e che quindi ci chiude al senso vero dell’esperienza.

A tal proposito riteniamo DestinAzione- Comunità adatto anche alle coppie, in quanto, nella relazione d’amore, le persone sono in modo privilegiato poste nella responsabilità e nell’attenzione verso l’altro. Tutto questo farà parte della proposta di questo programma, dove si tenterà di vivere e costruire una sana appartenenza partendo dal vero e reale mettere in gioco sé stessi nelle relazioni con gli altri.

Conduttori: Dr. ssa Chiara Guizzoni (Psicoterapeuta), Dr. Filippo Rametta (Psico- terapeuta)

Struttura degli incontri: la possibilità di vivere una profonda condivisione darà la caratteristica di appuntamenti residenziali ai cinque incontri previsti dal calendario degli appuntamenti del programma DestinAzione- Comunità

Il 1° giorno “sapere” si approfondiranno le tematiche connesse a cosa vuol dire Comunità, sarà quindi possibile esplorare cognitivamente i processi connessi con questa realtà

Il 2° giorno “sapere essere” sarà dedicato ad una parte esperienziale suddivisa in lavori individuali mentre il pomeriggio sarà dedicato al tema dell’appartenenza (il gruppo)

Il 3° giorno “sapere fare” avrà come obiettivo quello di progettare creativamente la comunità; mettere in gioco quindi la capacità di confrontarsi nel creare forme e modi possibili di intendere ed esprimere la vita comunitaria

Per agevolare le persone interessate a questo programma, gli incontri sfrutteranno i vari ponti previsti dalle festività del calendario 2008/2009.

Nello stesso tempo questa modalità fornirà la possibilità, a monte, di un elemento di autovalutazione dell’interesse al tema trattato, prevedendo la necessità di operare la scelta individuale di rinunciare ai propri interessi (vedi tempo libero) in funzione del desiderio di appartenere a qualcosa di più grande!


 

 

 

 

 

 

Calendario degli appuntamenti (vista la tematica trattata, non sarà possibile partecipare ad incontri singoli):

  • 6, 7, 8 dicembre 2008

  • 13,14,15 febbraio 2009

  • 24, 25, 26 aprile 2009

  • 31 maggio, 1, 2 giugno 2009

  • 4, 5, 6 settembre 2009

Costi: ciascun incontro previsto nel calendario degli appuntamenti avrà il costo di

€ 120.00 + le spese di vitto e alloggio.

Colloquio gratuito informativo e le iscrizioni: per essere ammessi al programma è previsto un colloquio gratuito informativo.

Per iscriversi è necessario prenotarsi entro il 13/10/08.

Per richiedere il colloquio, iscriversi e/o avere ulteriori informazioni è possibile:

  • visitare il sito www.chirone.eu

  • rivolgersi alla segreteria dell’ Associazione Chirone e del Dott. Rametta allo 0670495217

  • inviare una e-mail a info@chirone.eu

 

 

 

         
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